Il testamento

 

   

Paolo e i suoi compagni di viaggio

fisici, ricercatori, insegnanti, rivoluzionari, indiani metropolitani, poeti, barboni

scultori, monaci, esoteristi, giocattolai, tantrici, magisti, psicotici, alchimisti

- Pablo, Gingio, Nanni, Eugenia, MuJukkei, paolo, Ajoshu, Ultimo... questi alcuni dei loro nomi -

dichiarano quanto segue:

 

"Ringraziamo per l'opportunità che questo contenitore multidimensionale

- anagraficamente riconoscibile da minuto, ora, giorno, anno e luogo di nascita -

ci ha concesso per cercare di portare a termine i nostri contratti e concludere i nostri compiti.

Alcuni di noi ci sono riusciti, altri no.

Avremmo potuto essere più coraggiosi, più determinati, più risoluti

ma abbiamo dovuto cercare tra di noi, di volta in volta, faticose mediazioni

appianare divergenze, stabilire priorità, anteporre interessi

- chiediamo scusa a tutti coloro che sono stati messi in seconda fila da tali scelte -.

Avremmo potuto uccidere, violentare, stuprare

poiché era scritto

ma ci siamo sempre ritratti prima di compiere il gesto.

Abbiamo però offeso, ignorato, vilipeso,

poiché anche questo era scritto,

senza provare alcuna vergogna nel farlo.

Non abbiamo mai avuto compassione

né per noi stessi, né per gli altri

poiché il provare compassione non era scritto.

Abbiamo vissuto in solitudine e in povertà affettiva

poiché questo stato d'essere era richiesto in tutti i nostri contratti

e di ciò non ce ne siamo mai lagnati.

Non siamo stati utili a nessuno

per questo nessuno si ricorderà di noi

e per tutti sarà come se non fossimo mai esistiti.

Poche esperienze dovevamo saturare

ancor meno sono state da noi effettivamente saturate.

Abbiamo fatto ciò che abbiamo potuto

quello che rimane sarà parte di un'altra storia.

Nulla lasciamo in eredità

poiché nulla avevamo.

Un proiettile pietoso ci ha uccisi

ma il precipitare sembra non avere fine."