Ieri
Ieri
non è stato un venerdì come un altro
l'ombra si è allungata fuori dalla tana, fuori dal cancello
l'utero si è contratto
in spasmi di memorie fuori tempo
proiettando sul muro della caverna vecchi aborti e gravidanze isteriche
vorrei forse essere fecondato
da una manna scesa a pioggia sul mio laboratorio
senza avere nulla da offrire in cambio, se non la mia folle visione della realtà ?
la dignità e il rispetto
m'imporrebbero di retrocedere da simili intenti
ma questa notte ho preso in corsa un treno appena partito da una stazione di testa
uno di quei vecchi treni, sedili in legno, porte che si aprono a mano e il capotreno che mi diceva "... dai, su, che ce la fai ..."
la mia mano stringeva il biglietto
anzi lo sventolava per dimostrare a tutti che, sì, ero autorizzato
... ho il biglietto, posso salire e arrivare finalmente a destinazione, ho il biglietto, ho il biglietto ...
lì vi ero giunto fortunosamente
avevo sbagliato a prendere il treno precedente, ero sceso non so dove
e una donna mi aveva accompagnato in auto a quella stazione in cui mi attendeva la coincidenza con il treno successivo
mi sono svegliato ansimante per la corsa
stupito nel trovarmi seduto su uno di quei tanto amati sedili in faggio
mentre le narici erano ancora colme del profumo acre dello sbuffo proveniente dalla nera locomotiva.