La galleria
La strada
sembra finire lì
contro una parete di roccia
è assurdo
ci deve essere una galleria
che senso ha costruire una strada che termina in una montagna?
il passeggero scende dall'auto
si avvicina alla roccia, la tocca, è liscia, fredda
milioni e milioni di tonnellate di granito si ergono di fronte a lui
guarda in alto, centinaia di metri di parete verticale sovrastano lui e la strada
impossibile continuare il viaggio
bisogna tornare indietro e cercare un'altra strada che permetta di andare oltre
il passeggero risale in auto
dà un ultimo sguardo all'invalicabile ostacolo che gli sta di fronte
e in quel preciso istante l'eco di un'antica memoria giunge da lontano, da molto lontano, fino a lui
ed ecco stagliarsi sulla roccia il contorno di una galleria
è una semicirconferenza all'interno della quale il granito sembra scomporsi e divenire inconsistente
ora i ricordi sono uno tsunami
che spazza via ogni convinzione, ogni certezza preconfezionata
il passeggero non ha più dubbi
la galleria c'è e non c'è
la montagna c'è e non c'è
la strada finisce e non finisce
quante volte è già successo tutto ciò, quante volte!
ogni volta, per la paura di annegare, si è sempre aggrappato al salvagente della propria immortalità
rinnegando le tre opere già compiute, al nero, al bianco, al rosso e ritraendosi con terrore di fronte alla morte della fenice
ora è giunto il tempo di completare la Grande Opera
morire alla propria immortalità per risorgere alla propria eternità
il passeggero ha di fronte a sé il proprio stargate
si siede al posto di guida rimasto vuoto per troppo tempo e disattiva il pilota automatico
mette in moto manualmente l'auto: innesta la prima, la seconda, la terza e poi accelera, accelera, accelera...
l'auto si schianta contro la roccia
con un terrificante frastuono di lamiere
che contorcendosi si accartocciano su sé stesse
poi
solo il silenzio
del passeggero, nessuna traccia.